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La nuova economia è tinta di verde

green day

Nel convegno Green Day-Earth First si è discusso di sviluppo sostenibile, città intelligenti, mobilità elettrica e domotica


•• L’economia del futuro è sostenibile e circolare. Nella società contemporanea, caratterizzata da un’evoluzione tecnologica senza precedenti e dalla necessità di abbattere le emissioni climalteranti, non ha più senso distinguere tra green economy e brown economy (l’economia di tipo tradizionale). È il messaggio che arriva dall’università LUISS di Roma, dove si è tenuto il convegno Green Day-Earth First – organizzato dall’ateneo, dalla rivista Formiche e da AGOL in collaborazione con Enel – in cui esponenti del mondo accademico, scientifico e delle imprese hanno fatto il punto sul settore anche alla luce della recente conclusione della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP22) di Marrakech. 

Dal 2015 al 2030, l’ambiente al centro

I lavori sono stati aperti da un videomessaggio del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti, che ha rappresentato l’Italia alla COP22. “Il 2015 è stato un anno straordinario per l’ambiente, caratterizzato da alcuni eventi che hanno cambiato la storia economica dei prossimi anni” esordisce Galletti. Mi riferisco in particolare all’enciclica di Papa Francesco Laudato si, al grande evento di New York in cui sono stati delineati gli Obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 delle Nazioni Unite e alla Conferenza di Parigi, dove 193 paesi hanno firmato un accordo sulla lotta al cambiamento climatico. In seguito a questi eventi niente sarà più come prima, anche dal punto di vista delle produzioni”. Per Galletti, la contrapposizione tra la green economy, ossia l’economia sostenibile, e la brown economy, cioè il sistema economico che ha caratterizzato gli ultimi decenni, non può più esistere. “Dimentichiamo questa distinzione. Oggi c’è un’economia che deve necessariamente rispondere a criteri ambientali. Questo perché ormai l’ambiente è prioritario per le comunità e per la società civile, mentre gli imprenditori hanno capito che si può produrre risparmiando energia e materie e che i rifiuti possono utilizzati in altre produzioni”.

Un percorso inevitabile, osserva il Ministro, in un momento in cui è maturata la consapevolezza a livello generale che le materie prime non sono inesauribili e che lo smaltimento dei rifiuti è una problematica che coinvolge tutta la società. “È chiaro che l’economia lineare sarà sostituita dall’economia circolare, un’economia che consuma meno materie prime, che produce rifiuti che sono a loro volta reintroducibili nel ciclo di produzione. Questo comporta un cambio di mentalità, con forti investimenti in ricerca e sviluppo e nuove professioni, che porterà a una quarta rivoluzione industriale, segnata da criteri ambientali e da eventi come l’introduzione della banda larga e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale”. In uno scenario così fluido, i Paesi che sapranno comprendere meglio l’evoluzione della tecnologia acquisiranno un vantaggio competitivo. “L’Italia ha tutte le carte in regola ma non dobbiamo fermarci, e il provvedimento Industria 4.0 va in questa direzione. Gli investimenti in macchinari che favoriscono l’economia circolare godranno del superammortamento del 250%, mentre quelli in innovazione ambientale avranno un credito di imposta maggiorato del 25%. Il futuro è in questo tipo di sviluppo, ora bisogna fare una riflessione e costruire un piano industriale” conclude Galletti. 

Sostenibilità e business

La parte iniziale del convegno, moderata dal Direttore Centro Studi Americani Paolo Messa, si è concentrata sul rapporto tra sostenibilità e business e della sua influenza sui modi di produzione industriale e sul rapporto con le comunità territoriali. Protagonisti del dibattito Giovanni Lo Storto (Direttore Generale LUISS), monsignor Lorenzo Leuzzi (Vescovo Ausiliare di Roma), Simona Bonafè (eurodeputato per il Partito Democratico e membro ENVI), Luigi Pasquali (Amministratore Delegato Telespazio) e Massimo Bruno (Responsabile Affari Istituzionali Italia Enel).

Nel suo saluto introduttivo, il Direttore Lo Storto ha ricordato come “il termine sostenibile tra origine dal pedale del pianoforte che serve a sostenere, a rendere durevole. La sostenibilità è qualcosa che possa durare attraverso un ecosistema che glielo consenta. La tecnologia e l’industria sono in rapida trasformazione ed è necessario che ognuno svolga un ruolo di responsabilità in questo meccanismo. L’università deve contribuire al miglioramento del territorio e dare agli studenti l’opportunità di avere strumenti di crescita della propria consapevolezza”.

Il Vescovo Ausiliare di Roma Lorenzo Leuzzi ha sottolineato come nell’enciclica papale Laudato si ci sia “un grande cambio di prospettiva, perché mette insieme tre realtà: l’uomo, la natura, la società. Ormai non è possibile scindere questi elementi. Si tratta di una grande sfida per le realtà impegnate nel rinnovamento tecnologico, all’interno di un percorso di sviluppo che sia davvero al servizio della comunità, rispettando e valorizzando l’ambiente”. Crescita e sviluppo, avverte Leuzzi citando l’enciclica, sono concetti differenti: si può crescere senza svilupparsi. “Lo sforzo di riflessione sulla tecnologia ci impone di ripensare un nuovo sviluppo globale ripartendo dalla distinzione tra natura e storicità”.

L’eurodeputato Bonafè evidenzia come “il settore della green economy non solo ha retto meglio di altri alla crisi, ma si è sviluppato aumentando redditi e creando posti di lavoro di qualità. Il sistema produttivo consuma attualmente due volte e mezzo le risorse che è in grado di rigenerare. Cambiare modello produttivo non è quindi soltanto una questione di sostenibilità ambientale. Dalla Conferenza di Marrakesh è uscito forte e chiaro il messaggio che l’uso efficiente delle risorse e il riciclo dei materiali devono essere all’ordine del giorno. In questo modo è possibile abbinare alla politica climatica la competitività economica. In Europa ci siamo posti il tema dell’economia circolare due anni fa, quando nessuno ne parlava. Dobbiamo fare lo scatto di vederla come una politica che tiene insieme sostenibilità ambientale e sviluppo economico”.

Secondo l’A.D. di Telespazio Luigi Pasquali, “stiamo affrontando sfide di portata globale, come il cambiamento climatico e i conseguenti fenomeni migratori, che richiedono interventi non più procrastinabili. La tecnologia può aiutarci a rispondere a queste problematiche. Ad esempio quella satellitare, di cui ci occupiamo, ci consente di osservare e misurare una serie di fenomeni nel pianeta e pianificare interventi, ma anche di indirizzare i settori produttivi verso un corretto utilizzo dell’acqua e del cibo o controllare l’innalzamento delle maree e la deforestazione”. Un altro tema fondamentale, osserva Pasquali, riguarda “la gestione in sicurezza dei dati: basti pensare che negli ultimi due anni è stato prodotto, a livello globale, un quantitativo di dati pari a quello prodotti nei precedenti millenni”.

Per Massimo Bruno, “il green è una sfida economica per il Paese da esportare all’estero. Nella tecnologia l’Italia non è seconda a nessuno. Siamo l’unico paese al mondo con il 100% di contatori elettronici, e stiamo avviando l’installazione di 32 milioni di esemplari di terza generazione, che permetteranno l’ulteriore sviluppo della domotica e dell’internet delle cose”. Enel, sottolinea Bruno, “ha avuto il coraggio di prendere atto che il mondo dell’energia è cambiato lanciando il progetto Futur-e, che prevede la riconversione di 23 centrali elettriche a generazione convenzionale in altre attività, anche al di fuori del settore energetico, e lo abbiamo fatto coinvolgendo le comunità che le ospitano”. 

I panel tematici

La giornata di lavori è proseguita con dibattiti su argomenti più specifici, organizzati in tre panel tematici. Nel primo, moderato da Francesca Santolini (collaboratore esperto del Ministero dell’Ambiente), sono intervenuti Matteo Giuliano Caroli (Direttore Centro ricerche sull’innovazione sociale LUISS), Andrea Gumina (Policy Advisor G7 Sherpa Office), Davide Ciciliato (responsabile Mercato Italia Area Centro Enel), Alessandro Fanella (Energy Manager Leonardo).

I relatori hanno cercato di delineare un bilancio sul tema Energia smart, città intelligenti partendo da un dato recente dell’ANCI: nel nostro Paese ci sono attualmente 1.311 progetti in 160 Comuni, per un investimento complessivo di 3,7 miliardi. Al secondo panel, moderato da Roberto Race (Chief Strategy Officer Protom), i relatori Stefano Marguccio (consigliere diplomatico del Ministero dell’Ambiente), Michele Sorice (Condirettore Master Open Government LUISS), Dianamaria Pacchioni (Responsabile Innovazione e new business Mercato Italia Enel) e Massimo Comparini (Amministratore Delegato e-Geos) hanno discusso di «Alta tecnologia al servizio del Pianeta e delle persone», e in particolare dell’impatto dell’innovazione digitale nella nostra quotidianità.  Il terzo panel, aperto dal Direttore LUISS School of Law Enzo Moavero Milanesi, ha visto il vice-Presidente della XIII Commissione (Agricoltura) della Camera dei Deputati Massimo Fiorio, la Coordinatrice accademica LLM in Food Law della LUISS School of Law Daniela Corona, la CSR Manager Leonardo Mariangela Alterini e il responsabile sostenibilità Enel Andrea Valcalda discutere su «Il cibo, il clima che cambia, l’accesso all’energia»: tre argomenti strettamente correlati che sono al centro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delineati nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. 


Paolo Magnani
[23 Nov 2016]