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IFAT 2018, acque reflue e rifiuti da scarto a risorsa

A Monaco di Baviera la fiera leader mondiale dedicata al trattamento delle acque reflue e alla gestione dei rifiuti. Questi, un tempo considerati elementi di scarto, oggi con le moderne tecnologie di recupero e trasformazione, possono diventare una risorsa, soprattutto per l’ambiente

Dal 14 al 18 maggio i 18 padiglioni e le aree esterne della rinnovata Fiera di Monaco ospiteranno oltre 3.100 espositori provenienti da tutto il mondo che presenteranno all’IFAT, (Internationale Fachmesse für AbwasserTechnik) le più recenti e innovative soluzioni per risolvere i problemi dell’inquinamento ambientale derivato soprattutto da una cattiva gestione dei rifiuti e delle acque reflue.

Mancano pochi giorni all’apertura della più importante fiera europea dedicata a tutte quelle aziende che producono sistemi o mezzi per la purificazione delle acque, sia chiare che reflue, e per la raccolta e conversione dei rifiuti. Un settore in continua espansione anche considerando la sempre maggiore sensibilità di almeno una parte della popolazione per un ambiente più ecologico e la necessità di un impiego intelligente delle risorse.

A tal proposito, gli italiani dimostrano una scarsa attenzione per la riduzione dei rifiuti domestici, solo il 15% ammette di produrre troppi rifiuti in casa propria, circa la metà rispetto a Francia e Germania, tuttavia la maggioranza ritiene che la spazzatura e in particolare la plastica, siano un serio pericolo per l’ambiente. Il 63% degli intervistati è convinto che i rifiuti debbano essere considerati materie prime da riutilizzare.

Ogni anno nell’Unione Europea vengono prodotti circa 26 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, dei quali solo il 30% viene riciclato, soprattutto a causa di una poco accurata raccolta differenziata, che se correttamente effettuata consentirebbe di riutilizzare tra l’altro, la maggior parte delle montagne di bicchieri e bottiglie di plastica e posate monouso. Per questa ragione sono necessari sistemi e mezzi per la raccolta tecnologicamente sempre più evoluti, con dimensioni diverse in modo da poter operare in qualsiasi tipo di contesto urbano, ma soprattutto con un basso livello di emissioni.

Oltre al problema dei rifiuti, le aziende presenti all’IFAT affrontano anche il problema delle acque, sia chiare che reflue. Il progetto «Acqua 4.0» promette una migliore gestione delle risorse, una maggiore flessibilità, un’efficienza più elevata, una competitività potenziata e una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento per la gestione idrica. Sistemi di avanguardia per l’estrazione di questa importante risorsa naturale che deve essere un diritto per tutta la popolazione del mondo.

Interessante il processo «Wasstrip and Pearl» che l’Azienda canadese Ostara ha già messo in servizio in diversi impianti di acque reflue negli Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Spagna e Paesi Bassi. Il sistema facilmente integrabile con impianti di depurazione esistenti, consente di separare in modo biologico il fosforo. Al termine del processo, Ostara acquista dai gestori degli impianti il granulato così ottenuto, il «Crystal Green» ricco di fosforo, azoto e magnesio viene poi commercializzarlo come fertilizzante nel settore dell’agricoltura e orticoltura.

[ Paolo Pauletta ]