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«European Bioeconomy University», alleanza internazionale sulla bioeconomia

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C’è anche l’Università di Bologna tra i sei atenei che collaboreranno per rendere l’economia europea più sostenibile, competitiva e in linea con un’economia circolare

L’unione delle sei università europee leader negli studi sulla bioeconomia farà la forza per raggiungere obiettivi significativi sulla bioeconomia. Protagoniste le università di Bologna (Italia), Hohenheim (Germania), Eastern Finland (Finlandia), AgroParisTech (Francia), BOKU Vienna (Austria), Wageningen (Paesi Bassi) che intensificheranno la collaborazione per sviluppare attività di ricerca, didattica e innovazione in questo settore.

Sulla base di un’iniziativa dell’Università di Hohenheim (Germania), gli atenei si sono mossi per dare vita al consorzio «European Bioeconomy University»: l’obiettivo è rendere l’economia europea più efficiente sotto il profilo delle risorse, sostenibile, competitiva e fondata su una prospettiva circolare.

Campi di azione, metodologie ed obiettivi

Il consorzio muove i suoi passi su un terreno vasto e complesso. Il campo della bioeconomia comprende, infatti, sfide strategiche quali la necessità di garantire la sicurezza alimentare a fronte della rapida crescita della popolazione mondiale, o l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali. Nelle mani della bioeconomia anche la possibilità di invertire la rotta in merito all’utilizzo dei combustibili fossili, con ricadute positive sul clima.

Una strategica carta da giocare la bioeconomia anche per l’economia europea. Il settore, che attualmente offre oltre 18 milioni di posti di lavoro, potrebbe riuscire ad offrire un altro milione di lavori «green» entro il 2030: nuovi posti di lavoro orientati al futuro e pensati per le giovani generazioni europee, che permetterebbero anche di rafforzare la competitività internazionale dell’Unione Europea. La bioeconomia, insomma, va a beneficio dell’ambiente, dell’economia e della società e promuove anche la transizione verso la sostenibilità.

Il gruppo di università unite nella «European Bioeconomy University» per la transizione verso la bioeconomia si muovono su tre fronti principali: alla base c’è l’attività di ricerca, poi una didattica di eccellenza, fondamentale per sviluppare l’enorme potenziale della futura bioeconomia, e infine l’innovazione, imprescindibile per trasformare i risultati delle attività di ricerca in nuove tecnologie, servizi, prodotti e imprese. I campi di attività dei sei atenei comprendono tutte le aree della bioeconomia, dall’agricoltura all’alimentazione, dalla silvicoltura alla sostenibilità ambientale, passando per le applicazioni industriali e le biotecnologie, fino agli aspetti economici e sociali legati a questo settore. La «European Bioeconomy University» può dare un contributo importante alla nascita di una bioeconomia basata sulla conoscenza in Europa, contribuendo ad accelerare questo processo. La «European Bioeconomy University» sarà un nuovo think tank che guarda al futuro dell’Unione Europea.

[ Redazione PROTECTAweb ]