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Economia circolare e decarbonizzazione, binomio inscindibile

kyoto club

Al Convegno annuale del Kyoto Club si è discusso dei percorsi scelti dall’Unione Europea per combattere il cambiamento climatico

•• In attesa di comprendere quale direzione imboccheranno gli Stati Uniti d’America sul tema del clima a circa un mese dall’insediamento di Donald Trump, dall’altra parte dell’oceano l’Unione Europea ha confermato come priorità per il prossimo futuro lo sviluppo sostenibile e la lotta al riscaldamento globale. Per conseguire questi obiettivi, gli Stati membri dovranno mettere in atto due processi che proseguono in parallelo: decarbonizzazione ed economia circolare.

La temperatura media del Pianeta continua ad aumentare anno dopo anno, e ridurre le emissioni di CO2 è ormai un imperativo per tutti. Un buon veicolo per raggiungere questo traguardo è costituito proprio dall’economia circolare, un nuovo sistema che risponde a criteri ambientali in cui si consumano meno materie prime e i rifiuti sono reintroducibili nel ciclo di produzione.

Con l’auspicio che l’Italia diventi sempre di più protagonista di questa transizione e che venga progressivamente abbandonato il modello economico lineare, il Kyoto Club ha dedicato proprio a queste tematiche. – in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto – il suo convegno annuale, tenutosi presso la sede del Ministero dello Sviluppo economico a Roma,

Le ricadute della nuova strategia

La sfida dell’economia circolare, sostiene l’Associazione, se affrontata in modo innovativo e con un approccio strategico, potrà consentire la riduzione di importazioni di energia e materie prime, l’aumento dell’occupazione e la limitazione degli squilibri ambientali.

FirpoAlla giornata di lavori, aperta dal Direttore Generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese del MiSe Stefano Firpo, hanno preso parte – tra gli altri – il Sottosegretario Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo Ilaria Borletti Buitoni, e il Coordinatore della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche della Presidenza del Consiglio dei Ministri Erasmo D’Angelis.

Il Direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia Gianni Silvestrini ha sottolineato come “negli ultimi anni si è creato un contesto internazionale favorevole. Nel nostro paese serve un cambio di passo ad iniziare dall’avvio di un’ampia discussione partecipata per la revisione della SEN, e per l’elaborazione di una Strategia Energia Clima (SEC) adeguata agli ambiziosi obiettivi che dobbiamo raggiungere al 2030 e 2050”.

“Non ci si può più interrogare solo sui target di riduzione delle emissioni, ma va preso in considerazione il come, passando da un modello di sviluppo lineare a uno circolare” ha dichiarato Catia Bastioli, Presidente di Kyoto Club e CEO di Novamont. “L’Italia, in questo senso, ha l’opportunità di diventare un Paese di riferimento. Soprattutto nel settore della bioeconomia esistono già filiere innovative che con il giusto supporto potrebbero diventare un formidabile acceleratore e catalizzatore di opportunità in diversi comparti, dimostrando che la decarbonizzazione, prevista dagli accordi di Parigi e di Marrakech, non è un costo aggiuntivo ma un investimento vincente per una profonda rigenerazione territoriale”, ha concluso la Bastioli.

Kyoto Club

Nel suo intervento il vice-Presidente di Kyoto Club Francesco Ferrante ha evidenziato come “l’economia circolare, l’uso efficiente delle risorse e la green economy rappresentano la sfida per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, già in atto sui nostri territori, e sono anche la forma vincente che sta pian piano assumendo il nostro sistema economico”. Ferrante ha concluso: “la green economy fa bene anche all’occupazione: nel 2016 le imprese che hanno investito green hanno assunto di più (330mila dipendenti, pari al 43,9% del totale delle assunzioni, stagionali e non stagionali, previsti nell’industria e nei servizi). Parliamo di 2milioni e 964mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze «verdi», una cifra che corrisponde al 13,2% dell’occupazione complessiva nazionale”.

Un concetto ripreso da Gianluigi Angelantoni, AD di Angelantoni Industrie Holding e vice-Presidente Kyoto Club, per il quale l’efficienza energetica e le rinnovabili “sono elementi cruciali nel processo di decarbonizzazione, favorendo la competitività produttiva del nostro Paese nel contesto europeo e internazionale”. In conclusione, Angelantoni ha ricordato come l’Italia si distingua sia nel campo delle rinnovabili, dove vanta tecnologie all’avanguardia, che delle reti: il nostro è infatti il primo Paese al mondo nella diffusione di sistemi di smart-metering, componenti essenziali nella gestione e riduzione dei fabbisogni energetici.

Paolo Magnani
[16 Feb 2017]