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Disboscamento selvaggio: il bacino del Congo a rischio

Foresta del bacino del fiume Congo
Photo: Rex

Entro il 2050, fra 35 anni, temperature su di 0,7 gradi che a livello globale raggiungeranno almeno 1,25 gradi con incremento immediato dei gas serra. Le cause: crescita esponenziale della popolazione e, soprattutto, distruzione delle foreste equatoriali e tropicali nell’Africa Centrale

Le foreste equatoriali, in America, Asia ed Africa, sono considerate e a ragione i polmoni del pianeta. Ogni intervento massiccio e sconsiderato su queste aree non ha altro risultato che diminuire l’aria respirabile e aumentare l’inquinamento. Tra gli effetti del disboscamento irrazionale e guidato solo da considerazioni economiche contingenti, vi è quello ancor più preoccupante di un aumento della temperatura del globo, già minacciata dallo scioglimento dei ghiacci polari.

Un allarme, in particolare, viene dal bacino del Congo, il gigantesco habitat equatoriale del grande fiume che scorre nel centro del continente africano. A lanciare l’allerta sono stati i ricercatori all’Università di Leuven, il Belgio. In un loro studio hanno previsto, dati scientifici alla mano, che entro il 2050, il disboscamento in atto nell’area potrebbe provocare un rialzo delle temperature nel bacino di 0,7 °C. Un incremento che andrebbe immediatamente ad impattare sulla concentrazione dei gas serra.

Quanto sta accadendo è dovuto in gran parte alla crescita esponenziale della popolazione e a pratiche agricole sbagliate ed inefficienti che stanno provocando la costante distruzione delle foreste equatoriali e tropicali nell’Africa Centrale. La scoperta dei ricercatori belgi indica in Africa centrale nel 2050 una media di temperature più calde di almeno 1,4 °C rispetto ad oggi con la conseguenze che abbiamo sottolineato.

I risultati mostrano anche una correlazione spaziale diretta tra deforestazione e riscaldamento globale. Basandosi sui dati attuali le pratiche di disboscamento di zone verdi, potrebbero portare alla creazione di vere e proprie «macchie calde», con aumenti su scala globale di almeno 1,25 gradi e l’incremento immediato dei gas serra. Un mix micidiale che dopo le aree verdi arriverà a minacciare tutte le specie vegetali e animali residue con rischi sempre più sicuri di estinzione delle specie meno resistenti. Un danno alla biodiversità che lo stesso genere umano pagherà nei decenni a venire.

Deforestazione Congo

I ricercatori hanno usato un modello di computer avanzato basato su proiezioni realistiche della velocità dei mutamenti ed un modello spaziale per prevedere realmente il disboscamento e i cambiamenti conseguenti nel clima del Bacino del fiume Congo. E si sofferma anche sul tipo di vegetazione ridotta che segue alla scomparsa delle foreste, incapace di influire sul riscaldamento della massa terrestre priva del ricambio graduale attraverso l’evaporazione.

Gas serra e CO2 in aumento esponenziale

Questa radicale riduzione dell’evaporazione e conseguente mancata condensazione del vapore alle alte quote atmosferiche minaccia poi i livelli di precipitazione nella regione, a causa delle complessità della circolazione di aria e della formazione delle nubi.

Quello che i ricercatori dell’Università di Leuven hanno posto in atto è una valutazione di previsione media, non estrema e tanto più preoccupante, nella concentrazione dei gas serra e delle emissioni di anidride carbonica. “I risultati sottolineano la necessità immediata di approfondire tutte le cause che intervengono nel processo di diboscamento”, ha osservato Tom Akkermans, membro del gruppo di ricerca all’Università e uno egli autori dello studio, precisando che, oltre al danno del disboscamento, occorre tenere presente anche gli incendi che accompagnano le grandi campagne di distruzione delle foreste e questo in tutta l’Africa centrale.

L’intero studio, presentato nelle scorse settimane, dal titolo «L’impatto sul clima regionale del bacino del Congo per le previsioni realistiche di disboscamento» è apparso il 1° aprile scorso nel Diario della Società Meteorologica Americana.

Roberto Mostarda