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Biodiversità e agricoltura verso lo stesso obiettivo

Dialogo internazionale sull’integrazione della biodiversità in diversi settori agricoli

Dal 29 al 31 maggio si è tenuto, presso la sede della FAO a Roma, il Dialogo internazionale: Mainstreaming biodiversity into agricultural policies and practices che ha riunito esperti e parti interessate dei campi dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’ambiente con lo scopo di identificare le aree di azione comune per lo sviluppo di approcci integrati alla conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità.

In quest’occasione il Direttore Generale della FAO, Josè Graziano da Silva, ha lanciato un appello per un «cambiamento trasformativo» nel modo in cui produciamo il nostro cibo, affinché questo avvenga all’interno di sistemi agricoli sostenibili, in grado di produrre alimenti sani e nutrienti e allo stesso tempo di tutelare la biodiversità del paese.

Quest’ultima, ha sottolineato da Silva nel suo intervento di apertura del Dialogo internazionale, “È essenziale per la tutela della sicurezza alimentare e la nutrizione globale, per migliorare i mezzi di sostentamento e per rafforzare la capacità di resilienza delle persone e delle comunità”.

Oltre a fornire i fondamenti per la produzione di cibo, gli ecosistemi sani producono i servizi necessari alla sopravvivenza dell’umanità tra i quali: il mantenimento della qualità dell’acqua, il ciclo dei nutrienti, la formazione del suolo, il controllo dell’erosione e il sequestro del carbonio.

La biodiversità del Pianeta – intesa sia come diversità genetica a livello di organismi che come diversità delle specie e degli ecosistemi – si trova oggi ad affrontare una serie di minacce ha sottolineato il Direttore Generale della FAO.

“Il modo in cui produciamo il nostro cibo è una grossa parte del problema. Oggi il mondo produce il suo cibo basandosi ancora sui principi della Rivoluzione Verde, che è iniziata 50 anni fa e che si fondava sull’uso di input ad alto contenuto chimico, con un notevole costo per l’ambiente. Questo significa che è fondamentale promuovere e facilitare l’integrazione della biodiversità in tutti i settori dell’agricoltura”. La diversità genetica delle piante può essere usata per sviluppare colture in grado di tollerare e di prosperare in condizioni più calde e secche. Allo stesso modo, la diversità animale fornisce il materiale grezzo a contadini e pastori per migliorare le loro razze e adattare il bestiame ad ambienti mutevoli e al cambiamento della domanda.

“Questo è particolarmente importante al giorno d’oggi, di fronte a sfide nascenti come l’impatto dei cambiamenti climatici, la rapida urbanizzazione e una crescente popolazione mondiale che sta cambiando abitudini alimentari”, ha continuato Graziano da Silva.

La perdita di diversità agricola mette a rischio la sicurezza alimentare“Solamente tre colture di base – riso, mais, e grano – e tre specie animali – bovini, suini e pollame – forniscono la maggior parte dell’energia alimentare nel mondo” ha ricordato il Direttore Generale della FAO.

Le politiche in materia di agricoltura, di uso delle risorse naturali, di protezione e tutela delle specie a rischio, di habitat e biodiversità devono essere allineate per proteggere al meglio l’ambiente e ridurre l’impatto dell’agricoltura, della pesca e della silvicoltura sull’ambiente. Sul campo, le pratiche di produzione possono essere implementate non solo per salvaguardare la biodiversità ma anche per assicurare che i produttori di cibo siano in grado di farne un uso sostenibile, sostiene la FAO.

In questo senso, durante l’evento, sono stati esaminati esempi concreti su come l’agricoltura, la pesca e la silvicoltura sono riusciti a tutelare con successo la biodiversità. Inoltre una serie di gruppi di lavoro si sono concentrati su come poter integrare la biodiversità nel settore agricolo attraverso differenti canali: governance globale, politiche e legislazioni nazionali, investimenti e incentivi finanziari, filiere di approvvigionamento.

La biodiversità e l’agricoltura: dati e cifre

  • Nel 2014 solo 200 piante sono state coltivate, delle quali nove (canna da zucchero, riso, grano, patate, semi di soia, frutto dell’olio di palma, barbabietola da zucchero e cassava) rappresentano il 66% delle colture totali (Brochure del Dialogo, pag 6).
  • 8 specie di colture (orzo, fagioli, arachidi, mais, patate, riso, sorgo e grano) forniscono il 53% delle calorie medie giornaliere consumate.
  • 3 varietà di colture (grano, riso e mais) rappresentano il 48% delle calorie medie giornaliere consumate.
  • Delle 8.800 razze di bestiame conosciute, il 7% è estinto, il 24% è a rischio di estinzione e il 59% è classificato come a rischio sconosciuto a causa della mancanza di dati.
  • 5 specie animali (bovini, ovini, caprini, maiali e pollame) forniscono il 31% della media giornaliera di proteine consumate,
  • Circa 3,6 milioni di accessi alle colture (raccolte di materiale vegetale da una particolare località) sono conservati in banche genetiche da 71 paesi e 12 centri internazionali, con circa la metà delle varietà conservate totali appartenenti a nove principali colture alimentari.
  • Sebbene i parenti selvatici delle colture rappresentino circa il 13% delle riserve mondiali di banche genetiche, circa il 70% di queste specie è ancora mancante.
  • Le aree protette e gli orti botanici sono aumentati del 30% e hanno aumentato la conservazione delle varietà selvatiche delle colture.
  • Solo dieci specie forniscono circa il 30% delle attività di pesca di cattura marina.
  • A livello globale, 524 milioni di ettari di foreste sono stati designati principalmente per la conservazione della biodiversità.
  • Le aree montane ospitano il 25% della biodiversità terrestre, compreso il pool genico di colture importanti a livello mondiale come mais, patate, orzo, sorgo, pomodori e mele.
  • Le praterie contengono l’11% delle aree endemiche di uccelli del mondo e circa 750 generi e 12.000 specie di erba, e contribuiscono al mantenimento di impollinatori e altri insetti che hanno importanti funzioni di regolazione.
  • 1.074, o il 12%, delle razze di bestiame registrate nel mondo sono considerate adatte alle terre aride.
  • Gli impollinatori sono responsabili del 35% della produzione globale di colture e svolgono un ruolo fondamentale nella produzione alimentare.

[ Anna Di Mauro ]