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Amici della Terra: economia circolare e divulgazione

Il progetto «Zero Sprechi – Verso un’economia circolare» e il lancio, in parallelo, del sito realizzato dall’associazione onlus Amici della Terra con il contributo del Ministero dell’Ambiente, rappresentano un «avanti tutta» sulle buone pratiche dell’economia lanciata dall’associazione che ha raggiunto i suoi primi 40 anni di attività

 

Nasce un progetto e prende vita un sito: il primo, dal nome «Zero Sprechi – Verso un’economia circolare», rappresenta l’invito a divenire protagonisti dell’unica economia possibile oggi realizzabile, quella che innanzitutto fa i conti con le risorse del Pianeta prima che con le esigenze del fatturato; il secondo diviene porta voce delle realtà più impegnate in questo senso, stimolo e cronistoria di un palcoscenico aziendale che sta allestendo nuovi scenari, più consapevoli e responsabili. Un sito, in sintesi, che si impegna a diffondere modelli sostenibili di produzione, consumo e recupero delle risorse con il fine di promuovere l’economia circolare.  A fare da regista a queste iniziative – presentate a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati – è l’associazione onlus Amici della Terra, al suo quarantesimo anno di attività, con il contributo del Ministero dell’Ambiente. L’obiettivo di questo duplice impegno – si legge nelle note stampa dell’associazione – è una divulgazione qualificata, tramite l’analisi dei processi e l’uso di indicatori di circolarità, delle buone pratiche già in atto in Italia nell’uso efficiente delle risorse. La convinzione è che la diffusione delle soluzioni tecnologiche ed operative realizzate nel nostro Paese, porterebbero significativi vantaggi economici ed ambientali.

Un impegno su più fronti

A prendere la parola in apertura dell’incontro Monica Tommasi Presidente dell’associazione Amici della Terra che ha presentato la campagna «Zero sprechi – Verso un’economia circolare» e il sito collegato,  con queste parole: “Il passaggio ad un’economia circolare rappresenta un’autentica opportunità per la riorganizzazione della produzione e del consumo nell’ambito dell’economia globale: un ripensamento radicale dei rapporti tra mercati, consumatori e risorse del Pianeta”. “Il nostro è fieramente un approccio non ideologico alle questioni – ha aggiunto – che abbiamo ribadito anche partecipando alla recente consultazione pubblica del ministero dell’Ambiente sugli indicatori dell’economia circolare. È opportuno, infatti, che le politiche per la transizione dal concetto di rifiuto a quello di risorsa siano modellate sulla realtà, offrano soluzioni adeguate e graduali, cioè economicamente perseguibili e immediatamente praticabili. Coerentemente con tutto questo – ha concluso – la campagna zero sprechi nasce per fare informazione ambientale qualificata, basata sugli standard della divulgazione scientifica e ben oltre iniziative di carattere meramente promozionale”.

In questo contesto, il sito zerosprechi.eu si propone come occasione di approfondimento, dove si sfatano i falsi miti che circolano sul web, e dove si propongono ampie schede che descrivono le buone pratiche di economia circolare già realizzate da aziende italiane. Carlotta Basili, Responsabile dei contenuti del sito, ha spiegato: “La costruzione delle schede del sito avviene in base ad un format precedentemente preparato” ha spiegato. “Sono stati scelti alcuni punti necessari alla comprensione dell’attività e del contesto in cui si è sviluppata la buona pratica, come è nata la necessità di applicare nuove metodologie e che risultati sono stati ottenuti. Ogni scheda evidenzia i vantaggi economici ed ambientali ottenuti e una serie di indicatori quali Materie recuperate, Emissioni evitate, Costi di acquisto evitati”.

Parole riprese dalla Sottosegretaria all’Ambiente Vannia Gava, che nel suo intervento ha spiegato: “il progetto degli Amici della Terra è sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare nel quadro di una più ampia attività di sostegno alla sfida che l’economia circolare pone al decisore pubblico e alla società civile. Il passaggio dal concetto di rifiuto a quello di risorsa, che ricordava la Presidente Tommasi, è la missione straordinaria che dobbiamo abbracciare per il futuro delle nuove generazioni e, pertanto, pone il tema di una concreta interconnessione tra politiche dell’istruzione e temi ambientali. Azioni di divulgazione di qualità – conclude – come «zero sprechi» di Amici della Terra sono, quindi, sicuramente uno strumento di straordinaria importanza”.

Anche l’ENEA ha sottolineato il suo impegno in merito: “Promuovere buone pratiche di economia circolare – ha sottolineato in conclusione Claudia Brunori del Dipartimento sostenibilità di ENEAè uno dei principali obiettivi della piattaforma italiana degli stakeholder dell’economia circolare ICESP, coordinata da ENEA, quale Hub nazionale dell’iniziativa europea ECESP“. 

[ Roberta Di Giuli ]

 

 

Le buone pratiche raccolte su www.zerosprechi.eu

 

FERTILIZZANTI DA RIFIUTI E FANGHI: L’ESPERIENZA DI NEORURALE

Il recupero e riciclo dei Nutrienti è un processo che trasforma rimuti organici e fanghi di depurazione in fertilizzanti organici attraverso la digestione anaerobica, contribuendo così a contenere gli impatti ambientali del settore agricolo, a garantire la produzione di energia rinnovabile ed il recupero di Nutrienti quali azoto e fosforo.

ENERGIA DA CSS E MATERIE PRIME DA RIFIUTI: LA CEMENTERIA DI ROBILANTE

Il recupero di materia ed energia dai rimuti nell’industria del cemento (co-processing) costituisce una soluzione virtuosa per la gestione integrata dei rimuti: è infatti una soluzione sicura per la collettività, l’ambiente e l’industria, che permette il risparmio di risorse naturali non rinnovabili e il recupero di rimuti in condizioni controllate.

IL RICICLO DELLA CARTA E IL PACKAGING SOSTENIBILE: LA RETE 100% CAMPANIA

Al fine di promuovere sostenibilità e circolarità, nasce nel 2013 la rete 100% Campania, formata da 6 piccole e medie imprese del territorio campano appartenenti alla filiera della carta. L’obiettivo è quello di produrre imballaggi sostenibili utilizzando come materia prima il macero proveniente esclusivamente dalla regione Campania.

IL RIUTILIZZO E LO SCAMBIO DI VESTITI: ARMADIO VERDE

L’azienda lombarda Armadio Verde è nata nel 2011 come applicazione del principio di condivisione dell’Economia circolare. Il loro sito utilizza la strategia dello sharing per il settore abbigliamento, per donna e bambino dove il ricambio dei capi di abbigliamento è una necessità continua, per garantire un risparmio alle famiglie e benefici all’ambiente.

DALL’ENERGIA ALLA LOGISTICA: LA NUOVA VITA DELL’EX CENTRALE ENEL DI CARPI

Enel sceglie di essere protagonista della transizione verso un modello più sostenibile e circolare con Futur-e, il programma di riqualificazione di centrali termoelettriche che non sono più competitive sul mercato energetico nazionale con l’obiettivo di ripensare l’utilizzo dei siti individuando soluzioni e progetti che guardino anche al di fuori del settore energetico e rispondano a criteri di innovazione, sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

TESSUTO DALLA PLASTICA RICICLATA: IL PROGETTO DI SPIN-PET

L’azienda SPIN-PET nasce come impresa impegnata nella ricerca e nella progettazione di materiali plastici da riciclo e rinnovabili. All’interno del progetto europeo SUPERTEX ha progettato un tessuto con materiali plastici di scarto, costituito di fibre di alta qualità e a bassa infiammabilità.

PRODUZIONE DI PALLET CON LEGNO RICICLATO: LA SOLUZIONE DI PALM

La società lombarda Palm (Viadana, Mn) segue da sempre una politica di produzione attenta all’ambiente e a partire dal 2007 ha dato inizio a un percorso di economia circolare che ha condotto, tra le altre cose, al progetto dei pallet km 0 prodotti utilizzando scarti di lavorazione di legno di pioppo nazionale.

BIOCARBURANTI DAGLI OLI VEGETALI ESAUSTI: IL PROGETTO DI RECUPERO NEI SITI ENI

La strategia Eni, verso l’economia circolare si realizza nel progetto di conversione degli oli vegetali esausti in biocarburanti di alta qualità. Tramite una tecnologia proprietaria e l’avvio di una raccolta da parte dei dipendenti, l’azienda trasforma quello che era un rifiuto potenzialmente pericoloso per l’ambiente in una nuova risorsa energetica.