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Ambiente e salute: un rapporto complesso

Prof. Ferrucio Fazio Ministro della Salute
Ferrucio Fazio Ministro della Salute

di Ferruccio Fazio • Incremento della ricerca, rispetto delle regole istituzionali, corretta informazione preventiva dei cittadini, controllo dell’esposizione ai fattori di rischio. Questo lo sforzo interdisciplinare necessario a contenere le inevitabili, spesso gravi, conseguenze dell’inquinamento sulla salute dell’uomo

 

È nota la sussistenza di numerose correlazioni tra ambiente e salute che può agire, in particolare, aumentando l’incidenza di patologie ad eziologia multifattoriale o anticipandone l’età media d’insorgenza nei soggetti esposti involontariamente ad agenti dannosi ambientali presenti nell’aria, nell’acqua oppure negli alimenti. Tra gli eventi recenti va evidenziato come il cambiamento climatico globale possa essere causa dell’aumento dei ricoveri ospedalieri e della mortalità (in occasione delle ondate di calore) oppure come il prolungarsi della stagione dei pollini incrementi le malattie allergiche, così come aumentano le sindromi da tossinfezione alimentare dovute alla contaminazione batterica degli alimenti ad alte temperature. A Dublino nell’agosto del 2009 dal meeting «Food, Environment and Global Health» è emerso che i fenomeni transfrontalieri dell’inquinamento ambientale e del cambiamento climatico sono responsabili della contaminazione della catena alimentare, della diffusione degli agenti eziologici di malattie infettive, dello sviluppo di nuovi miceti con relative mico e fitotossine. In aumento anche il rischio di infezioni veicolate da acque contaminate da eventi alluvionali e gli effetti avversi da alterazioni ecologiche come la salinizzazione delle acque interne e dei suoli costieri. L’inquinamento del suolo e il mancato adeguamento alle indicazioni europee in materia di smaltimento dei rifiuti tossici è causa di seri problemi sanitari nel nostro Paese.

Un programma mirato di interventi

In linea con gli indirizzi comunitari, è prevista un’attività di bonifica dei suoli contaminati, mentre nel prossimo febbraio avremo i primi risultati del progetto denominato «Sentieri» incluso nel programma strategico «Ambiente e Salute » del Ministero della Salute, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Anche l’inquinamento atmosferico ha ricadute negative sulla salute misurate dall’OMS in due milioni annuali di morti premature, metà delle quali nei Paesi in Via di Sviluppo. Il particolato aereodisperso di diametro inferiore a 10 micron non dovrebbe superare i 20 mcg per metro cubo, per ridurre del 15% la mortalità nelle città più inquinate. In quest’ottica è stato avviato il progetto nazionale EpiAir, promosso dal CCM, organismo di coordinamento tra il Ministero della salute e le Regioni per le attività di sorveglianza, prevenzione e risposta tempestiva alle emergenze. Il primo rapporto EpiAir valuta la pericolosità degli inquinanti atmosferici e quantifica gli effetti dannosi a breve termine sulla popolazione.

Approccio internazionale

A livello internazionale si sono messi a punto specifici indicatori del carico di malattie associate all’ambiente (Environmental Burden of Desease, EBD). Un gruppo di nove Paesi europei, tra i quali l’Italia, sta valutando l’impatto complessivo sulla popolazione dell’esposizione a una serie di inquinanti come benzene, diossine, fumo passivo, formaldeide, piombo, rumore, ozono, radon. I risultati di questo studio saranno resi noti a Parma nel prossimo marzo, alla quinta Conferenza interministeriale su «ambiente e salute» dei Paesi della regione europea dell’OMS, dedicata all’integrazione della ricerca scientifica con i processi decisionali in questo settore. In questo quadro assume particolare importanza la nozione di “salute in tutte le politiche” di T. Stahl, che deriva da una corretta valutazione dei determinanti non sanitari di salute, come energia, trasporti, urbanistica, alimentazione. In sintesi, alla luce delle conoscenze accertate e della loro persuasività scientifica, occorre identificare le azioni preventive e gli interventi normativi relativi agli effetti sulla salute di diverse esposizioni ambientali, incrementando la ricerca scientifica nel settore ambiente e salute. Si lega a questi obiettivi la nozione di «sviluppo sostenibile», definita nel 1987 da Harlem Brutland (Presidente della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo) come: “lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli delle generazioni future”. Per contenere e ridurre gli effetti negativi dell’inquinamento ambientale sulla salute è necessario quindi un impegno trasversale interdisciplinare che veda impegnate tutte le nostre forze in campo, dall’incremento della ricerca al rispetto delle regole istituzionali, dalla corretta informazione preventiva dei cittadini al controllo dell’esposizione ai fattori di rischio. Impresa ardua su una strada in salita, percorsa dal singolo cittadino come dai governanti di tutte le nazioni nel comune interesse di rendere migliore la qualità della nostra vita.

On. Ferruccio Fazio

Ministro della Salute

 

 

Istituito il Ministero della Salute

Con il giuramento del prof. Ferruccio Fazio, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il giorno 15 dicembre 2009 ha ufficialmente ripreso le sue funzioni il Ministero della Salute, scorporato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Si è resa così effettiva la legge 13 novembre 2009 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 278 del 28 novembre 2009. Il neo Ministro, nato a Garessio (Cuneo) il 7 agosto 1944, e già Vice Ministro con ampie deleghe alla Salute, nel Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, dal 21 maggio 2009 (Dpr 21 maggio 2009) al 12 dicembre, ha svolto anche il ruolo di Sottosegretario di Stato dal 12 maggio 2008 (Dpr 12 maggio 2008). In particolare, dal 29 aprile 2009 presiede l’Unità di crisi contro la pandemia da nuovo virus A (H1N1).

Principali Incarichi e attività scientifica È stato componente di numerose Commissioni ed esperto scientifico a livello ministeriale (Ministero dell’Università e della Ricerca, Ministero della Salute), regionale (Lombardia) e di Enti pubblici e privati in Italia (CNR, Università di Milano, Lega Italiana per la lotta contro i tumori, CONI, ecc.) e all’estero. Inoltre è: prof. Ordinario di Diagnostica per Immagini e Radioterapia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Univ. di Milano-Bicocca; Dir. dei Servizi di Medicina Nucleare e di Radioterapia, Istituto Scientifico H S. Raffaele, Milano; Dir. dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR, Milano; Dir. della Scuola di Specializzazione in Radiodiagnostica, Univ. di Milano-Bicocca; Dir. del Centro di Eccellenza «Laboratorio di Neuroimmagini Cliniche e Cognitive», Univ. di Milano-Bicocca; Pres. del Centro di Bioimmagini Molecolari, Univ. di Milano-Bicocca; Pres. del Consiglio di Amministrazione della Società consortile «Laboratorio di Tecnologie Oncologiche HSR-Giglio (LATO HSR-Giglio)» di Cefalù. È autore di oltre 365 pubblicazioni sulle principali riviste internazionali di area medicobiologica e negli ultimi 5 anni è stato autore o coautore di 94 pubblicazioni con un «Impact Factor» totale di 308,172 e un «Impact Factor» medio di 3,278. Ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Medicina e Chirurgia, Università di Lund (Svezia) e il Premio «Fondazione Internazionale Fatebenefratelli», «Medical Humanities in Neuroscienze».