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Al via a Veronafiere la biennale Legno&Edilizia

Le prossime tecnologie basate su Intelligenza Artificiale e gestione integrata dei quartieri; presto scambi di energia tra case, ospedali, aeroporti ma si è parlato anche di come arginare le conseguenze della tempesta che lo scorso ottobre ha distrutto 8,5 milioni di metri cubi di foreste del Nord-Est italiano

Il primo convegno nella giornata inaugurale di Legno&Edilizia (7-10 febbraio)

Promosso alla Fiera di Verona dal Coordinamento Free e moderato da Giovanni Battista Zorzoli il Convegno ha ospitato numerosi relatori di primo piano che hanno rilasciato, nel corso dei loro interventi, dichiarazioni di indubbio interesse che qui di seguito riportiamo; da quanto detto nel corso dei diversi interventi si possono ricavare indicazioni su quelle che, come evidenziato nel sommarietto, saranno le prossime tecnologie basate su Intelligenza Artificiale e gestione integrata dei quartieri.

Il Convegno è stato aperto da un intervento di Claudia Canevari della Direzione generale energia della Commissione Europea che, in videoconferenza ha dichiarato che “Gli edifici efficienti sono il cardine dei piani nazionali per il cambiamento climatico e per l’energia e su questo gli Stati nazionali stanno intensamente lavorando”.

Livio de Santoli pro-rettore alle Politiche energetiche della Sapienza Università di Roma, parlando della Direttiva 2018/844/EU ha sottolineato come sia fondamentale “Insistere sui risultati a medio lungo termine nel miglioramento dell’edilizia per raggiungere l’efficientamento energetico fissato a livello comunitario per il 2030 e per arrivare entro il 2050 alla decarbonizzazione del parco immobiliare”. Serve una stretta relazione tra ricerca e mercato unico digitale, che ancora viaggiano su piani diversi; inoltre vanno ripensate le infrastrutture urbane e suburbane. Arrivare al tasso medio di ristrutturazione annuo del 3% è una grande sfida – ha proseguito il relatore ricordando l’annoso problema del partenariato pubblico-privato. – È importante che l’Italia avvii nuovi incentivi a costo zero, dai quali trarremo grandi benefici: oggi siamo a livelli che oscillano tra pochi centesimi e 20 centesimi al kWh”.

Federico Testa, Presidente ENEA ha parlato di Ecobonus evidenziando che “Siamo riusciti a far diventare legge gli Ecobonus per i condomini, superando i problemi derivanti dagli sgravi fiscali che non sono un modello efficace applicabile a un sistema residenziale così variegato (il 75% della popolazione italiana vive in condominio). Oggi la legge prevede anche la cedibilità degli incentivi fiscali (del 65%) che si possono immediatamente monetizzare e che già molte Utilities stanno utilizzando. Gli strumenti ci sono, anche se migliorabili, e non esistono più alibi. Se riusciamo a far partire il sistema mobilitiamo anche una gran quantità di lavoro”.

Antonello Rizzi della Sapienza Università di Roma, ha attirato l’attenzione sul fatto che efficientare le risorse energetiche dell’edilizia significa impiegare le nuove tecnologie, Intelligenza Artificiale compresa e lo ha spiegato parlando anche di Smart Grids – rete intelligente applicata tra l’altro nel progetto pilota nel 2012 per l’ACEA di Malagrotta a Roma – allo scopo di minimizzare le perdite di corrente elettrica. In tale ambito l’oratore ha precisato che “Digitalizzare aiuta a rendere sostenibili gli edifici. Nel residenziale si può realizzare un mix energetico sostenibile grazie a sistemi di calcolo che permettono di monitorare e controllare i sistemi mediante sensori, attuatori, Domotica (il cosiddetto Building Management System) in grado di verificare costantemente la climatizzazione, la sicurezza, i consumi, l’illuminazione. La digitalizzazione permette anche di realizzare la manutenzione predittiva, ossia il monitoraggio che consente di sapere se ciascun componente del sistema sta per guastarsi. Andiamo verso un modello di gestione coordinata di interi quartieri, ha spiegato l’esperto, dove la villetta sarà collegata all’ospedale e all’aeroporto e ci sarà cessione di energia elettrica tra i vari soggetti senza più passare per enti terzi. “In questo modello diventa fondamentale l’impiego dell’Intelligenza Artificiale”.

Monica Frassoni Presidente UE-ASE ha criticato senza mezzi termini la situazione tipicamente italiana degli “spezzettamenti degli sforzi sul tema dell’efficienza energetica”, che rende più difficile ottenere i risultati raggiunti invece da altri Paesi europei : “In Italia si dicono molte cose giuste, ma manca un coordinamento”.

In videoconferenza anche il senatore Gianni Girotto Presidente della X Commissione Senato e membro del Collegio Arera, che ha ribadito l’impegno del Governo sugli Ecobonus “Anche se ci siamo orientati molto su reddito di cittadinanza e pensioni. A proposito di edilizia ecosostenibile abbiamo licenziato nuove pratiche sulla digitalizzazione e stiamo portando avanti una semplificazione rispetto all’efficienza in edilizia”.

Possibile limitare i danni del flagello delle foreste del Nord Est?

A questa 11° edizione di Legno&Edilizia si è anche parlato, e non poteva che essere così, del ciclone che il 29 ottobre 2018 in sole tre ore distrusse 8,5 milioni di metri cubi di foreste del Nordest italiano provocando un danno che potrà essere riparato dalla natura nell’arco di un intero secolo.

Oggi però i tronchi abbattuti dal vento giacciono ancora a terra, sottoposti agli stress derivanti dagli agenti atmosferici e dal contatto con la terra, l’umidità e gli strati di sottobosco che comunque stanno pian piano ricrescendo.

Nell’ambito della tavola rotonda organizzata dal Gruppo Qualità Legno all’interno di questa 11° biennale Legno&Edilizia in Fiera a Verona, Andrea Zenari, esperto di foreste e legnami e ideatore a Caltrano (Vi) della Fattoria del legno, ha tenuto un intervento dal significativo titolo «IlVeneto non si abbatte» ed ha illustrato il progetto del Museo del Vaia (questo il nome del vento distruttivo che colpì lo scorso anno il Nord Est) che sorgerà a giorni a Caltrano in provincia di Vicenza.

A tale riguardo Zenari ha detto che “Il 22, 23 e 24 febbraio una settantina di volontari estrarrà dal bosco (abbattuto ndr.) i tronchi necessari alla costruzione di una baita che sarà realizzata con macchinari semplici e conterrà la storia di questo disastro in una mostra che verrà smantellata il 29 ottobre del 2019. Noi forestali abbiamo sbagliato a lasciare nel bosco troppo legname così poi ci ha pensato il fortunale a effettuare il suo prelievo forzoso”.

Nel sottolineare che Austriaci e sloveni sono intervenuti per aiutare gli italiani a liberare parzialmente i boschi feriti, Zenari ha però precisato che “in Alto Adige hanno usato gli elicotteri, ma solo per liberare le piste nell’imminenza della stagione sciistica. Tuttavia metà dei tronchi abbattuti finirà per marcire, e si tratta di almeno 4 milioni di metri cubi nell’intero arco alpino interessato”.

L’esperto ha infine sottolineato che nell’arco di due o tre mesi gli agenti patogeni rovineranno tutto il legname a terra e che sarebbe necessario che lo Stato stimolasse attraverso l’istituzione di incentivi l’uso di questo legname dal cui si potrebbero ricavare ben 30.000 case in legno.

Se in questo lasso di tempo il Governo fosse troppo preso da problemi di diversa natura, non potrebbe perlomeno autorizzare, attraverso il o i Ministeri competenti e d’intesa con le Regioni interessate, il prelievo e l’utilizzo di tale legname a fini abitativi e/o industriali?; forse sarebbe meglio così che non lasciarlo velocemente marcire…

[ Redazione PROTECTAweb ]