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Agro-ecologia, promessa alimentare del futuro

Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, ha sollecitato sistemi alimentari più sani e sostenibili puntando sul ruolo strategico dell’agro-ecologia per una migliore produzione alimentare mondiale, e sugli agricoltori a livello familiare, che devono rimanere al centro della crescita del settore. L’appello al 2° Simposio Internazionale di Agro-ecologia tenutosi a Roma

Sostenuto e confermato che l’agro-ecologia rappresenta un’occasione irrinunciabile da giocare con le migliori strategie, il Simposio di tre giorni organizzato dalla FAO, e che si è chiuso a Roma il 5 aprile, ha voluto rappresentare proprio questo: l’individuazione di ciò che serve, delle sfide e delle opportunità utili a promuovere politiche, pratiche e investimenti in agro-ecologia.

L’agro-ecologia può infatti salvaguardare le risorse naturali e la biodiversità, nonché promuovere l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Può anche migliorare la capacità di risposta dei piccoli agricoltori familiari, specialmente nei Paesi in Via di Sviluppo dove più alta è la malnutrizione. Può contribuire alla produzione e al consumo di alimenti sani e nutrienti e promuovere l’economia e i mercati locali. Questi molteplici vantaggi rendono l’agro-ecologia un percorso importante per raggiungere l’Agenda 2030 e affrontare le sfide.

A dibattere la strategica questione per individuare i percorsi migliori da seguire a favore del potenziamento del settore oltre 700 tra responsabili politici – in rappresentanza di 72 Governi – professionisti di agro-ecologia, accademici e rappresentanti di Governo, della società civile, del settore privato e sei agenzie delle Nazioni Unite, riunitisi a Roma in occasione del Secondo Simposio Internazione sull’agro-ecologia tenutosi dal 3 al 5 aprile.

“È tempo di far crescere l’implementazione dell’agro-ecologia” ha sottolineato il Direttore Generale della FAO Graziano da Silva. “Siamo riusciti a passare dal parlare del significato di agro-ecologia, ad avere dei veri e propri obiettivi programmatici da raggiungere nei prossimi anni, con il sostegno forte della società civile e di quei governi che hanno lavorato sodo per rendere questo simposio un successo” ha aggiunto.

“Quando parliamo di agro-ecologia – ha affermato da Silva – non ci riferiamo a questioni puramente tecniche. Voglio ricordare gli aspetti sociali ad essa legati”. “Quando affermo che la FAO rafforzerà il ruolo dell’agro-ecologia nel suo lavoro, intendo dire che rafforzeremo il ruolo degli agricoltori famigliari e di piccola scala, dei piccoli pescatori e pastori, delle donne e dei giovani” ha spiegato. Un concetto ripetuto nel suo discorso di chiusura del Simposio in cui da Silva ha affermato come gli agricoltori a livello familiare debbano continuare a giocare un ruolo di primo piano nella crescita dell’agro-ecologia.

Un taglio con il passato

Il Presidente della FAO ha anche ricordato come la maggior parte della produzione alimentare si basi su sistemi agricoli ad alta intensità di risorse, con un costo elevato per l’ambiente. In questa situazione il suolo, le foreste, l’acqua, la qualità dell’aria e la biodiversità continuano a degradarsi. L’attenzione sull’aumento della produzione ad ogni costo non è stata sufficiente a sradicare la fame “e stiamo assistendo a un’epidemia globale di obesità”, ha aggiunto. Cosa fare, dunque? “Occorre promuovere un cambiamento trasformativo nel modo in cui produciamo e consumiamo cibo. Dobbiamo proporre sistemi alimentari sostenibili che offrano cibo sano e nutriente, e servizi eco-sistemici resistenti al cambiamento climatico. L’agro-ecologia può offrire diversi contributi a questo processo di trasformazione dei nostri sistemi alimentari”, ha spiegato da Silva.

Mettendo insieme conoscenze tradizionali e conoscenze scientifiche, infatti, l’agro-ecologia applica approcci ecologici e sociali ai sistemi agricoli, concentrandosi sulle ricche interazioni esistenti tra piante, animali, esseri umani e ambiente. Il Direttore Generale ha poi sollecitato i responsabili delle politiche nazionali a fornire un maggiore sostegno all’agro-ecologia. “Per andare avanti serve l’impegno di un numero maggiore di governi e decisori politici”, ha aggiunto. Il Direttore Generale ha inoltre sottolineato che la Decade dell’Agricoltura Familiare (2019-2028) e la Decade per l’Azione sulla Nutrizione (2016-2025) rappresentano opportunità importanti per creare consapevolezza sul rapporto tra agricoltura familiare, agro-ecologia e sviluppo sostenibile.

Nuovi quadri legislativi

Il Presidente del Simposio, Braulio Ferreira de Souza Dias, dal canto suo, ha affermato: “l’agro-ecologia offre benefici multipli, per la sicurezza alimentare e la resilienza, per rafforzare i mezzi di sussistenza e le economie locali, per diversificare la produzione alimentare e le diete, per migliorare la fertilità e la salute dei suoli, per aiutare ad adattarsi ai cambiamenti climatici e a mitigarne gli effetti, oltre a contribuire a preservare le culture locali e i sistemi di conoscenze tradizionali”. “È fondamentale implementare quadri legislativi e regolamenti che assicurino un cambiamento trasformativo verso un’agricoltura sostenibile e sistemi alimentari basati sull’agro-ecologia, che rispettino, proteggano e realizzino i diritti dei piccoli produttori, e il loro accesso a risorse produttive quali terra, acqua e sementi” ha concluso.

Trasformare i sistemi alimentari in modo che siano sostenibili, significa operare cambiamenti a livello economico, sociale e culturale” ha invece affermato il Presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), Gilbert F. Houngbo: “Questo è il motivo per cui i progetti promossi dall’IFAD adottano un approccio olistico, integrando investimenti con sostegno alle politiche, alle conoscenze e alle attività formative. Perché una produzione diversificata deve essere accompagnata da diete diversificate, e venire accettata da consumatori consapevoli delle implicazioni nutrizionali e climatiche”.

Stéphane Le Foll, ex Ministro francese dell’Agricoltura, nel suo intervento ha invitato ad un dialogo e ad azioni volte a creare una rivoluzione «doppiamente verde» della produzione agricola, basata sulla natura, sulle conoscenze locali e sulla scienza. “Siamo ad un punto di svolta nella storia dell’umanità, e sta a noi fare le nostre scelte – scelte fondamentali – che saranno cruciali per il nostro futuro collettivo” ha affermato.

L’impegno prossimo futuro

Nella Nota finale, il Presidente da Silva ha delineato la via da seguire, stilando una lista degli impegni «urgenti» da intraprendere da parte dei partecipanti. I governi sono chiamati a sviluppare politiche e quadri legislativi che promuovono e sostengono l’agro-ecologia e i sistemi alimentari sostenibili, oltre a rimuovere «incentivi perversi» all’agricoltura non sostenibile. Così ha invitato la FAO a sviluppare un piano di azione decennale per l’agro-ecologia oltre ad iniziare ad implementare l’iniziativa Scaling up Agroecology.

Consumatori e cittadini sono stati invitati a farsi agenti del cambiamento dei sistemi alimentari promuovendo un consumo responsabile. I donatori sono stati invitati ad aumentare i finanziamenti a lungo termine all’agro-ecologia, mentre università e centri di ricerca sono stati incoraggiati ad aumentare la ricerca in questo ambito.

Lanciata anche l’iniziativa Scaling-Up, che mira a incoraggiare processi di transizione agro-ecologici più inclusivi e olistici attraverso strumenti, conoscenze e processi politici per la trasformazione dei sistemi alimentari e agricoli.

A margine del Simposio, il World Future Council (WFC), la FAO e IFOAM-Organics International hanno lanciato il «Future Policy Award 2018» per «politiche visionarie» che creano un ambiente positivo per l’agro-ecologia. I vincitori saranno annunciati prossimamente con una cerimonia che si terrà presso la FAO.

[ Roberta Di Giuli ]
 

Un impegno concreto: esempi dal mondo

Il Simposio ha incluso una mostra in cui ha presentato le innovazioni nell’agro-ecologia di tutto il mondo. Un team di scienziati spagnoli ha esposto CONECT-e, una piattaforma online progettata per gli agricoltori per registrare e condividere le conoscenze ecologiche tradizionali con gli scienziati.

La mostra ghanese ha presentato un progetto guidato da un agricoltore e sostenuto da ActionAid, che promuove l’accesso delle donne a servizi di divulgazione agricola con particolare attenzione alla promozione dell’agro-ecologia. Risultato del progetto: le donne contadine hanno aumentato la loro produzione agricola attraverso l’agro-ecologia con una minore dipendenza da fattori esterni come gli erbicidi.

Un esempio pratico di agro-ecologia è offerto anche dagli agricoltori cinesi che hanno ideato un intelligente ecosistema in cui le foglie di gelso alimentano i bachi da seta i cui rifiuti organici vengono poi usati come cibo per i pesci. Il materiale organico presente negli stagni è quindi utilizzato come fertilizzante per i gelsi, completando così un circolo virtuoso di produzione. Per secoli questo sistema ha anche sostenuto attività complementari come la produzione di seta.

Ricordiamo che il primo Simposio di agro-ecologia si è tenuto presso la FAO nel 2014 e da allora si sono tenuti incontri regionali in America Latina, Africa sub-sahariana, Europa, Asia centrale e orientale. Negli ultimi quattro anni, oltre 1.400 partecipanti provenienti da 170 paesi sono stati coinvolti in questo sforzo globale per discutere ed evidenziare l’importanza e il potenziale dell’agro-ecologia.