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FAO e Ricerca per garantire il futuro

Miglioramento della nutrizione e della produzione alimentare sostenibile nei Paesi in Via di Sviluppo: questo l’obiettivo dell’accordo che FAO, Cnr, Crea, ENEA E ISPRA hanno rinnovato

Per la sfida del futuro il gioco è di squadra. In collaborazioni e partnership ognuno porta la propria competenza e diventa più facile centrare l’obiettivo comune. Con questa convinzione, e forte della pregressa esperienza, è stata rinnovata la partnership tra la FAO e alcuni dei principali istituti di ricerca italiani: il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi della ricerca agraria (Crea), l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia rinnovabile e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ((ISPRA). L’accordo ha per obiettivo il miglioramento della nutrizione e della produzione alimentare sostenibile nei Paesi in Via di Sviluppo.

Da sinistra: l’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco, Salvatore Parlato (CREA), Stefano Laporta (ISPRA), Maria Helena Semedo (FAO), Massimo Inguscio (Cnr), Roberto Morabito (ENEA) e Rodrigo Castaneda (FAO)

Le proiezioni in merito all’aumento della popolazione portano dati allarmanti: nel 2050 si prevede che la popolazione mondiale conterà circa 10 miliardi di persone. La Fao stima che, per rispondere alla crescente domanda, la produzione agricola dovrà aumentare di quasi il 50% rispetto al 2012. La ricerca sarà quindi fondamentale per aiutare i paesi a trovare il giusto equilibrio tra l’aumento della produttività agricola basato sulla produzione intensiva di risorse e la loro gestione sostenibile.

Il mondo sta affrontando sfide globali senza precedenti che riguardano la sostenibilità dei sistemi alimentari e agricoli, e quindi i mezzi di sostentamento di milioni di famiglie di agricoltori in tutto il mondo”, ha detto Maria Helena Semedo, vice-Direttore Generale e coordinatore delle Risorse naturali della FAO, in occasione dell’evento che si è svolto il 10 luglio a Roma, ospitato dalla rappresentanza permanente d’Italia presso le agenzie delle Nazioni Unite. “Le principali istituzioni di ricerca italiane possono fornire ai paesi membri competenze cruciali, ciascuna nel suo campo, affinché le loro risorse naturali e i sistemi alimentari possano essere gestiti in modo sostenibile, supportando allo stesso tempo la visione della FAO di eliminare la fame nel corso della nostra vita”.

Con il nuovo e ampio accordo di cooperazione, l’Italia si posiziona tra gli Stati membri più qualificati della Fao per sostenere la leadership dell’Organizzazione nel campo dell’innovazione agricola, a favore di agricoltori familiari e piccoli proprietari. Insieme possiamo trasformare agricoltura e i sistemi alimentari, e renderli sostenibili in modo innovativo”, ha affermato l’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco, rappresentante permanente d’Italia presso le agenzie delle Nazioni Unite a Roma.

La rinnovata ottima collaborazione tra la Fao e le istituzioni italiane, con la Rappresentanza permanente italiana presso le Nazioni Unite a Roma, il Cnr, Crea, ENEA e Ispra che svolgono eccellenti attività di ricerca e di sviluppo tecnologico sulla sostenibilità nei settori dell’agricoltura e delle scienze alimentari, contribuirà a concentrare gli sforzi della ricerca scientifica per affrontare le grandi sfide mondiali – come i cambiamenti climatici e la protezione della terra e dell’ambiente – e aiuterà l’umanità a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dalle Nazioni Unite”, ha dichiarato il Presidente del Cnr Massimo Inguscio. “La capacità interdisciplinare e all’avanguardia dei ricercatori del Cnr sarà fondamentale per raggiungere questi obiettivi impegnativi, grazie al gioco di squadra con la comunità scientifica mondiale e all’impegno della FAO”.

La FAO e le istituzioni di ricerca italiane negli ultimi 3 anni hanno creato numerose occasioni di confronto con seminari relativi alla sostenibilità agricola, ad esempio sulla gestione di suolo, acqua ed energia per sistemi alimentari sostenibili. Inoltre, i partner si sono impegnati in attività di sicurezza alimentare, che hanno fornito prove scientifiche per il Codex Alimentarius. L’agenzia delle Nazioni Unite e le istituzioni di ricerca italiane hanno, inoltre, collaborato con successo alla promozione di diete sane e di una buona alimentazione.

Anche per i prossimi tre anni la collaborazione tra FAO e ricerca cercherà di delineare le vie da seguire per perseguire obiettivi di sostenibilità. Le aree in cui sarà indirizzato l’impegno della collaborazione riguarderanno: innovazione agricola, cambiamenti climatici, sviluppo di nuove tecnologie, protocolli per la qualità del cibo e per la nutrizione umana, sviluppo della catena del valore attraverso un approccio sistemico per l’innovazione locale, gestione di terra e acqua, e qualità degli ecosistemi.

[ Roberta Di Giuli ]

[ Gli istituti di ricerca italiani ]

Con oltre 100 istituti di ricerca e oltre 8000 ricercatori, gli ambiti di lavoro del CNR includono la ricerca e sviluppo tecnologico in agricoltura e scienze alimentari, la bio-medicina, l’ingegneria, le scienze ambientali e sociali.

Come parte del Ministero dell’Agricoltura, il CREA, con i suoi 1700 ricercatori e staff, conduce ricerca avanzata su temi come l’agricoltura, l’agro-industria, alimenti, pesca, foreste ed economia.

L’ENEA opera nel campo dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie. Occupa oltre 2.600 dipendenti su 11 Centri di ricerca.

L’operato dell’ISPRA include rafforzare la protezione ambientale nazionale in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, ed il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

In tutto, i quattro istituti raggruppano oltre 10.000 scienziati in oltre 100 Centri di ricerca in tutto il paese.