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Assofertilizzanti: l’Assemblea 2018 racconta le sfide dell’agroalimentare

Il 24 e 25 maggio si è tenuta a Genova l’Assemblea Annuale di Assofertilizzanti, in rappresentanza di un comparto capace di generare in Italia oltre un miliardo di euro. Numerosi i temi affrontati: implementazione di sempre più moderne tecnologie; utilizzo sostenibile di fertilizzanti, necessità di fare sistema tra tutti gli attori della filiera nell’interesse del consumatore, stop alle fake news e il Progetto Qualità

Il 25 maggio, negli spazi di Villa Lo Zerbino a Genova, si sono concluse le due giornate dedicate all’Assemblea 2018 di Assofertilizzanti (Associazione nazionale produttori di fertilizzanti), una delle 17 associazioni di Federchimica. Un comparto, quello dei fertilizzanti, che ha generato in Italia nel 2017 un fatturato complessivo superiore a un miliardo di euro.

La tavola rotonda si è focalizzata sulle grandi sfide del settore agroalimentare quali la garanzia di una produzione di cibi sani e sicuri, sfruttando le potenzialità delle più moderne tecnologie in agricoltura; e la promozione dell’ottimizzazione dell’utilizzo sostenibile dei fertilizzanti.

Su questi temi i relatori, introdotti dal giornalista di Radio 24 Alessio Maurizi, hanno animato il dibattito alla presenza dei rappresentanti delle 54 aziende aderenti all’Associazione.

Giovanni Toffoli, il nuovo Presidente di Assofertilizzanti, ha fatto il punto sui cambiamenti normativi e sui progressi che hanno caratterizzato il settore dei fertilizzanti in Italia nell’ultimo decennio: “Le nostre imprese si sono sempre impegnate nel miglioramento dei processi produttivi e nell’innovazione e sviluppo di nuovi prodotti. Tali cambiamenti hanno portato le nostre industrie ad essere tra le prime a livello europeo e mondiale anticipando i nuovi requisiti tecnico/qualitativi previsti dal nuovo Regolamento dei fertilizzanti”.

È intervenuto poi Matteo Lasagna, vice-Presidente di Confagricoltura, che ha delineato lo scenario futuro: “Le imprese agricole, nel breve e medio periodo, dovranno confrontarsi sempre più con i temi legati alla produttività e sostenibilità con l’obiettivo di garantire un regolare approvvigionamento di prodotti alimentari di qualità, mangimi e biomateriali e nello stesso tempo tutelare le risorse naturali. Occorre però promuovere un’agricoltura sostenibile che lo sia in termini ambientali, sociali ma anche economici. In tale contesto la fertilizzazione è una pratica agronomica fondamentale che contribuisce al miglioramento della fertilità del terreno agrario, al nutrimento delle piante coltivate e, quindi, al loro sviluppo. In particolare, attraverso l’agricoltura di precisione, che punta ad una fertilizzazione sempre più precisa ed efficace, l’agricoltore avrà sempre più a disposizione uno strumento a supporto di una gestione ottimizzata e sostenibile dei terreni, sulla base delle esigenze effettive delle colture”. 

Come ribadito nel corso della discussione, il binomio ‘tanto ed eccellente’ in agricoltura è possibile unicamente grazie all’impiego intelligente di mezzi tecnici nel rispetto delle tematiche ambientali. La sostenibilità, nella sua accezione più ampia (ambientale, sociale ed economica), è l’anello di congiunzione di tutta la filiera agroalimentare che, nelle sue dinamiche, deve continuare a passare attraverso i flussi di una produzione agricola sempre più specializzata, di un sistema industriale sempre più responsabile e di una GDO sempre più fluida.

Marco Bonini, Direttore Generale Codè CRAI Ovest ha invece sottolineato: “L’attenzione ai contenuti dei prodotti commercializzati e la ricerca della soddisfazione delle richieste dei clienti, anche sotto l’aspetto della sostenibilità nel suo complesso, sono un impegno che le aziende della distribuzione non possono disattendere.”

In rappresentanza del mondo accademico, ha preso la parola Chiara Corbo, Ricercatrice e Coordinatrice presso l’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano: “L’innovazione digitale contribuisce in maniera determinante nell’utilizzo più efficiente degli input produttivi, inclusi i prodotti fertilizzanti. Le tecnologie dell’Agricoltura 4.0 – che in Italia, secondo le stime dell’Osservatorio Smart AgriFood, vale oggi 100 milioni di euro – consentono di agire in campo in maniera mirata, generando efficienza, riduzione dei costi e sostenibilità e garantendo, al tempo stesso, la qualità del prodotto finale.”

Secondo Antonio Pascale, scrittore e ispettore del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF), per l’intero settore dell’agroalimentare non sono da sottovalutare i possibili danni derivanti dalle fake news, vale a dire le informazioni non veritiere che vanno ad influenzare in modo negativo il consumatore finale, con conseguenti ripercussioni nei rapporti tra GDO, agricoltori e industrie. Nell’era della comunicazione e digitalizzazione, in cui le notizie viaggiano con tempistiche e modalità incontrollabili, la validità e la correttezza deontologica di una fonte e di chi la utilizza, dovrebbero essere prerequisiti fondamentali e alla base di ogni messaggio mediatico. In questo scenario, gioca un ruolo importante il nuovo regolamento UE dei fertilizzanti che invita le imprese a mettere a punto nuove tecnologie aumentandone così la competitività.

In chiusura la parola è tornata al Presidente di Assofertilizzanti Giovanni Toffoli: “Nel corso del mio mandato proseguirò il lavoro di apertura al dialogo con tutte le realtà che operano nel settore, per fugare ogni possibile dubbio sulla sicurezza dei nostri prodotti. Parte di questo lavoro è già stato fatto attraverso il Progetto Qualità, dove tutte le imprese associate ad Assofertilizzanti, hanno dimostrato di essersi impegnate in una gestione più virtuosa dei propri prodotti”.

Il Progetto Qualità, ha spiegato il Presidente Toffoli, è un’iniziativa promossa da Assofertilizzanti per stimolare le aziende associate ad una maggiore efficienza, un incremento dei controlli di qualità e una rigorosa attenzione alle tematiche connesse alla salute e alla sicurezza umana e ambientale. A fronte del rispetto della normativa e di una serie di specifiche tecniche a cui sono chiamate ad attenersi per l’intero ciclo produttivo (dalla selezione delle materie prime al prodotto finito), le aziende si vedono riconoscere il Marchio di Qualità. Nel 2017 lo hanno ottenuto in 34. Per i consumatori finali, il Marchio è una vera e propria garanzia: identifica un prodotto conforme alla legge e con una composizione nutrizionale rispondente a quanto riportato sull’etichetta. 

[ Anna Di Mauro ]