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AFASE: monito alla Commissione europea sulle misure compensative del solare

L’«Alleanza per l’energia solare accessibile» (AFASE – Alliance for Affordable Solar Energy) chiede alla Commissione europea di evitare dazi compensativi al fine di proteggere il futuro dell’industria europea del solare

 

Per proteggere il futuro dell’industria europea del solare, una politica di imposizione di dazi compensativi non è una manovra utile, anzi comporterebbe dei rischi notevoli per il settore. A puntare il dito è l’Alleanza per l’energia solare sostenibile che invita la Commissione europea ad astenersi da misure compensative che comporterebbero l’aumento di tutti prezzi mettendo in pericolo sia i posti di lavoro europei che gli obiettivi dell’UE sul clima.

 

La Commissione europea ha pubblicato l’8 novembre u.s. l’avviso di apertura di un’indagine antisovvenzionamento sui prodotti solari cinesi. Il procedimento è distinto da un’indagine anti-dumping relativa ai prodotti solari cinesi, che la Commissione ha avviato all’inizio di settembre 2012.

 

Gli eventuali dazi farebbero aumentare i prezzi per i prodotti solari, e quindi comprometterebbero gravemente l’industria solare europea, così come la competitività dell’energia solare stessa“, dice Thorsten Preugschas, Amministratore delegato di Soventix, società tedesca di progettazione e sviluppo affiliata ad AFASE. “Sarebbero le piccole e medie imprese in particolare a subire gli effetti dei dazi punitivi. Migliaia di posti di lavoro nell’UE sarebbero a rischio, a seguito di un vano tentativo di proteggere pochi produttori che rappresentano solo una piccola parte della catena del valore del solare“.

 

La domanda di prodotti solari vive un periodo di contrazione, dovuta al ridimensionamento dei governi europei del sostegno all’energia solare. Ogni piccolo aumento dei prezzi fotovoltaici potrebbe aggravare ancora di più la situazione con ricadute negative sulle aziende lungo tutta la catena di approvvigionamento dell’energia solare, soprattutto, poi, di fronte ad una imposizione combinata di dazi anti-dumping e compensativi.

 

Con i dazi punitivi, d’altro canto, la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili potrebbe essere prolungata e messo a rischio il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione europea.

 

Non va dimenticato che l’intero settore solare, in Cina così come in Europa, ha sempre beneficiato di un qualche tipo di sostegno pubblico, dettato dall’obiettivo politico di promuovere le energie rinnovabili. Questo sostegno ha contribuito in modo significativo al fatto che il settore dell’industria solare figura tra i comparti più dinamici ed in rapida crescita.

 

 

 

? Chi è AFASE:

L’«Alleanza per l’energia solare accessibile», AFASE (Alliance for Affordable Solar Energy) è una coalizione di oltre 160 aziende del settore fotovoltaico europeo, che rappresentano più di 27.000 posti di lavoro dell’UE, e che utilizza l’advocacy collettiva e la comunicazione per rispondere ai rischi del protezionismo e promuove i benefici del mercato libero per i prodotti dell’energia solare. AFASE ha intrapreso il processo per essere riconosciuta come associazione registrata (eingetragener Verein), secondo il diritto tedesco.

 

AFASE si occupa di informare i responsabili politici, l’industria e cittadini in merito a:

  • Il grado di interconnessione mondiale della filiera del fotovoltaico.
  • L’impatto occupazionale e i benefici economici del settore del fotovoltaico per l’UE.
  • L’importanza della riduzione dei costi nel settore dell’energia solare per gli obiettivi climatici ed RE dell’Europa.
  • Le conseguenze occupazionali negative del protezionismo.